Tiradito di ricciola
Sashimi di ricciola, leche de tigre al passion fruit, olio di nori, ají amarillo. Il morso che riassume tutto Nómada.
Tokyo incontra Lima a un tavolo di Brera. Tecnica giapponese, fuoco peruviano, prodotto italiano: nessun confine, solo sapore.
Nómada nasce da un'ossessione: cosa succede quando una ricetta perde la cittadinanza? Prendiamo la grammatica della cucina nikkei — quel dialogo tra Giappone e Perù — e la portiamo al tavolo di Brera con il prodotto del mercato italiano.
Niente menù congelato. La carta cambia con la stagione, la robata accende il carbone alle 18:00, e ogni piatto racconta un fuso orario diverso. Mangiare qui è attraversare quattro continenti senza alzarsi dalla sedia.
Leggi la nostra storiaSashimi di ricciola, leche de tigre al passion fruit, olio di nori, ají amarillo. Il morso che riassume tutto Nómada.
Spiedo di wagyu marinato in panca, brace di quercia, salsa huancaína.
Pisco infuso allo yuzu, shiso, schiuma di lime affumicato.
Apriamo le prenotazioni con 30 giorni di anticipo. Il bancone robata si siede solo dal vivo.
Sei capitoli, un solo viaggio. La carta cambia con la stagione: questa è la nostra estate. Prezzi in euro, servizio incluso.
Nel 2017 Sara Okada lascia la cucina di un izakaya di Osaka con un biglietto di sola andata per Lima. La domanda che la accompagna è ingenua: «Perché la cucina deve avere un confine?». La risposta la trova davanti a un ceviche, riconoscendoci dentro la stessa devozione per il pesce crudo che aveva imparato in Giappone.
Due anni dopo, di ritorno a Milano, apre Nómada in un ex laboratorio di Brera. Niente bandiere, niente etichette: solo una robata accesa e un'idea di cucina che attraversa i fusi orari come se non esistessero.
Formata nelle cucine kaiseki di Osaka, Sara ha affinato il fuoco e l'acido nei mercati di Lima prima di approdare a Milano. La sua cucina non cerca la fusione per moda, ma la coerenza: una sola idea di gusto detta in tre lingue.
«Non cucino giapponese né peruviano. Cucino quello che succede quando smetti di chiederti da dove viene un sapore e inizi a chiederti dove può andare.»
«Un piatto senza passaporto è un piatto libero di stupire.»
Nómada apre le porte in via Palermo, 12 coperti e un bancone robata.
Raddoppia lo spazio, nasce il programma cocktail d'autore e la carta sake.
Prima segnalazione su Identità Golose: «la fusione fatta con grammatica».
La sala, la brace, le mani. Un giro tra i piatti e gli angoli che fanno Nómada.
Brera, Milano. Si entra dalla porta verde — non c'è insegna, solo una luce acida sopra il campanello.
Compila e ti confermiamo entro un'ora. Per il bancone robata, chiamaci direttamente.